In TRAVELS

Ricordo ogni istante, ogni giorno di questa “quarantena”, di questo tempo sospeso, congelato. All’inizio di questo “viaggio” ero spaesata, spaventata da quello che stava accadendo così troppo velocemente e poi ho fatto un pieno di sogni!

Il weekend del 6-8 marzo passeggiavo per le vie della mia bella Milano e nell’aria si percepiva che qualcosa di estraneo, di grande, di ignoto ci stava travolgendo, come quando sta per arrivare un temporale, ma questa volta più somigliante a un uragano!

La mattina dell’8 marzo avevo un biglietto del treno per andare a vedere il mare,  sarei rientrata in serata, ma non sono mai partita. Quella domenica sera, telegiornali, programmi televisivi annunciavano che da lunedì 9 marzo la nostra vita avrebbe subito una forte sterzata!

COVID-19,  sigla incomprensibile, no non poteva essere così, non poteva un virus essere così forte e arrabbiato da spegnere le luci di intere città.

A Milano per qualche settimana alcuni locali e negozi hanno continuato a rimanere presenti all’appello per i loro cittadini, ma poi anche le loro saracinesche hanno dovuto abbassarsi.

Ho visto la città che mi ha accolta e adottata insieme ai miei sogni chiudersi, tra le vie non sentivo più il suo “abbraccio” ero io che dovevo “abbracciare” la mia città, non doveva sentirsi neanche lei sola!

Le prime settimane di marzo ero frastornata dalle informazioni da tutte le precauzioni da prendere per andare solo se necessario al supermercato o in farmacia.

Uscivo dal mio portone con gli occhi che cercavano un volto di qualcuno di conosciuto, ma il vuoto e il silenzio di quei giorni sembrava volermi inghiottire. Chiamate, videochiamate, qualche diretta instagram: “ci troviamo in cucina”, hanno fatto sentire più vicine persone lontane, allentando questo distacco sociale al quale non avrei mai creduto.

Quante sere a interrogarmi sul chiedermi: “Quando finirà tutto questo?”, “Quando potrò uscire e passeggiare libera per le vie fino a nascondermi nella sera?”, “Quando ripotrò cantare a squarciagola in bicicletta?”, “Quando ripotrò stringere una mano?”.  Domande e ancora tante domande, ma nessuna risposta…

Ho mangiato pezzi di cielo con gli occhi guardando fuori della mia finestra, ho cantato a squarciagola canzoni italiane e straniere per sentirmi facente parte della mia città silenziosa, ma allo stesso tempo tanto bella!

Si lavora in smart working, cambia il modo di lavorare, cambio anche il mio modo di vivere la mia casa: casa– laboratorio – studio.

Ho dato spazio alla mia creatività rompendo il silenzio con i suoni di pentole, piatti,  forchette e cucchiai durante la preparazione delle mie ricette che ho scritto e conservato! Sorrido ogni volta che le rileggo.

Ho spostato qualche pezzo d’arredo dei pochi mq del mio appartamento milanese, dovevo renderlo flessibile a seconda delle esigenze, forse dovevo renderlo un po’ sospeso come quei giorni.

Alla mattina spalanco le finestre uralndo  “Buongiorno!”, se qualche vicino di casa è già sveglio ricambia con un saluto, altrimenti non so se può gradire!

Ho letto libri che ho nella mia libreria composta da poche mensole ma offre libri di arte, design, architettura, romanzi, quaderni con appunti, con progetti, sogni!

Ho visto anche film francesi, sono tra i miei preferiti, mi piacciono gli interni dove si svolgono le sceneggiature, le atmosfere, le luci calde, i tempi dei dialoghi più lenti e poi…le loro romantiche colonne sonore!

Ho scritto, scriverere è stato come raccontare una parte di me e forse mi ha aiutato a capire meglio il valore e la preziosità di come vivere il mio tempo.

Una cesta che ho in soggiorno piena di materiali, cartelle colori, tessuti e carte da parati mi ha fatto pensare a cose nuove da poter provare a realizzare.

Non ho mai smesso di fotografare! I soggetti più scattati sono stati i miei piatti dopo aver preparato una ricetta.

Passano i giorni e le settimane. E’ passato anche Aprile e sempre più forte è il desiderio di libertà! Gambe che vogliono correre verso sogni, verso giorni là fuori! Piedi desiderosi di fare indigestione di km, piedi che vogliono essere più liberi, piedi che sono urgenti di Vita!

Sospendere i miei viaggi e le mie camminate di ore a piedi o in bici è stato come andare in una lunga apnea.

Si attendono novità dai decreti ministeriali. Dal 4 maggio si riparte con un tempo scandito più lentamente anche se lui continua a scorrere alla sua di velocità a quella che gli appartiene!

L’emozione di questo inizio è immensa, la liberta è un dono immenso!

I temporali come arrivano, con il tempo passano. Ogni ferita, ogni cicatrice lascia un segno, ma queste non impediscono mai di sognare e poi vivere!

Italia bella ci sono giorni, ci sono sogni!

La Vita ha voglia di abbracciare e noi di abbracciarla!

Francesca

 

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