In TRAVELS

Siete mai stati a Santo Stefano di Camastra?

Un villaggio di ceramiche nella mia isola del cuore, la Sicilia. La cittadina meglio conosciuta come “la Città delle Ceramiche” sorge al confine tra le province di Messina e Palermo.

Il paese si è sviluppato intorno alla produzione artigianale di ceramica siciliana di cui oggi è il maggior produttore dell’isola.

Arrivando qui sarete accolti da numerose botteghe raggianti di colori con annessi i loro laboratori. Sarete travolti da colorati manufatti decorati a mano con dipinti tipici siciliani dell’antica tradizione dell’isola. Ogni pezzo è unico e prezioso; gli occhi saranno rapiti da colorati piatti, tazze, brocche, caraffe, vasellame, mattonelle, le mie preferite e molto altro ancora. Passeggiando tra queste vie sembrerà di addentrarsi in un “bazar” respirando un po’ di vento arabeggiante che soffia su quest’isola meravigliosa.

Come accennavo poco fa le mattonelle che posso essere utilizzate per decorare ad esempio tavoli, piani di lavoro pareti o pavimenti sono tra le mie preferite e quando vengo qui mi perdo per delle ore tra le numerose botteghe e laboratori, dove gli artigiani si dedicano a dipingerle con i colori e i decori che portano il sole del Sud! I colori più utilizzati sono il verde ramina, il giallo arancio, il blu cobalto, il rosa, il manganese e l’azzurro.

La produzione di queste mattonelle maiolicate parte dal XVIII, iniziano a essere esportate in tutto il meridione d’Italia e in diversi paesi del nord Africa per poi essere oggi conosciute a livello internazionale. L’argilla veniva pressata in “finestre” di legno di 22 cm di lato e marchiata sul retro con il nome della fabbrica. La creta asciugando si riduceva e il mattone “stampato” raggiungeva la misura tradizionale di cm. 20 x 20. Una volta asciugati i mattoni venivano messi a cuocere in forni a legna grandi anche più di trenta metri cubi. L’operazione di cottura durava circa venti ore e quella di raffreddamento due giorni. I mattoni venivano poi decorati passando il colore su delle mascherine, cartoncini pesanti imbevuti di olio di lino, che una volta asciutte e impermeabili, venivano traforate secondo un disegno prestabilito; per ogni colore occorreva usare una mascherina diversa. Ad ogni decoro viene dato un nome: “rococò”, “cinque punti”, “rigatino”, “lancetta”.

 

                         

 

Una gita a Santo Stefano di Camastra è respirare una storia, una delle tante tradizioni della Sicilia, è tuffarsi nei colori è perdersi nella bellezza tra argilla e torchi è ricevere sorrisi accoglienti è perdersi tra le vie folkloristiche di botteghe colorate!

Che ne dite di andare a fare visita a questo tesoro dell’Isola?

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